Aborto, appello del Papa ai politici: “Non può essere un diritto umano”
Francesco riceve in udienza i membri del Consiglio direttivo del
Movimento per la Vita, in occasione della Giornata che si celebra domani
Il Papa bacia un bambino (foto d'archivio)Pubblicato il
02/02/2019
roma
Papa Francesco torna a stigmatizzare l’aborto: mai può
essere «presentato come un diritto umano» come avviene invece in «una
visione purtroppo diffusa e radicata», afferma nell’udienza ai membri
del Consiglio direttivo del Movimento per la Vita, ricevuti in Vaticano
in occasione della Giornata che si celebra domani. Il Pontefice ha colto
l’occasione per rivolgere «un appello a tutti i politici» perché «a
prescindere dalle convinzioni di fede di ognuno, pongano come prima
pietra del bene comune la difesa della vita di coloro che stanno per
nascere e fare il loro ingresso nella società, alla quale vengono a
portare novità, futuro e speranza».
«Spegnere volontariamente la vita nel suo sbocciare è in
ogni caso un tradimento della nostra vocazione, oltre che del patto che
lega tra loro le generazioni, patto consente di guardare avanti con
speranza», ha sottolineato Papa Bergoglio. «Dove c’è vita, c’è
speranza!», ha aggiunto a braccio. «Ma se la vita stessa viene violata
nel suo sorgere, ciò che rimane non è più l’accoglienza grata e stupita
del dono, bensì un freddo calcolo di quanto abbiamo e di ciò di cui
possiamo disporre. Allora anche la vita si riduce a bene di consumo, da
usare e gettare, per noi stessi e per gli altri. Come è drammatica
questa visione, purtroppo diffusa e radicata, e quante sofferenze causa
ai più deboli dei nostri fratelli».
I politici, allora, ha raccomandato il Pontefice, «non si
lascino condizionare da logiche che mirano al successo personale o a
interessi solo immediati o di parte, ma guardino sempre lontano, e con
il cuore guardino a tutti».
Il Papa ha espresso anche l’apprezzamento per il Movimento
per la Vita, in particolare per «la laicità con cui vi presentate e
operate, laicità fondata sulla verità del bene della vita, che è valore
umano e civile e, come tale, chiede di essere riconosciuto da tutte le
persone di buona volontà, a qualsiasi religione o credo appartengano».
«Nella vostra azione culturale avete testimoniato con franchezza - ha
aggiunto - che quanti sono concepiti sono figli di tutta la società, e
la loro uccisione in numero enorme, con l’avallo degli Stati,
costituisce un grave problema che mina alle basi la costruzione della
giustizia, compromettendo la corretta soluzione di ogni altra questione
umana e sociale».
Da qui un pensiero per la Giornata per la Vita di domani
che, ha detto, «mette in luce ogni anno il valore primario della vita
umana e il dovere assoluto di difenderla, a partire dal suo concepimento
fino al suo naturale spegnersi». «Prendersi cura della vita esige che
lo si faccia durante tutta la vita e fino alla fine», ha concluso il
Papa, «ed esige anche che si ponga attenzione alle condizioni di vita:
la salute, l’educazione, le opportunità lavorative, e così via; insomma,
tutto ciò che permette a una persona di vivere in modo dignitoso».
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